11:36 mercoledì 8 Marzo 2017

Brasile, la recessione prosegue: prima depressione della storia

Il 2016 del Brasile è stato archiviato con una recessione del 3,6% del Pil, un dato che va ad aggiungersi alla contrazione del 3,8% giù subita nel 2015. Lo comunicano i dati dell’istituto di statistica Ibge. La crisi economica più severa della storia democratica del Paese, dunque, sembra proseguire, visto che nel quarto trimestre dell’anno il Pil si è contratto di un ulteriore 0,9%. Nel corso del 2016 il Brasile oltre alle difficoltà economiche, è stato scosso da numerosi scandali politici culminati con la destituzione della presidente Dilma Rousseff, sostituita da Michel Temer.
L’agenda politica di Temer, che punta al risanamento delle finanze pubbliche, ha convinto i mercati finanziari che hanno ridato quota all’azionario. Nell’ultimo anno la spesa pubblica è scesa dello 0,6%, mentre i consumi delle famiglie hanno ceduto il 4,2%.

La banca centrale ha operato un taglio dei tassi dal massimo toccato a ottobre del 14,25: entro l’anno si dovrebbe scendere al di sotto del 10%.

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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.

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L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato

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