Ford e Fca, immatricolazioni Usa di gennaio migliori delle attese
Scendono, ma meno del previsto, le immatricolazioni della Ford negli Stati Uniti a gennaio: un calo dello 0,6% che in termini assoluti implica una discesa da 173.723 a 172.612 unità vendute. Il ribasso che si aspettavano gli analisti era del 2%.
Il titolo è in rialzo del 1,38% a 12,53 dollari.
Nel frattempo Fiat Chrysler Automobiles, ha comunicato la vendita di 152.218 unità, l’11% in meno rispetto a un anno prima, quando il totale era stato di 171.352 veicoli. Anche qui gli analisti erano stati più severi, prevedendo un -15,3%.
Fca procede in ribasso dello 0,06% a New York.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo