Dow Jones buca i 20 mila su timori politiche anti immigrazione di Trump
Il Dow Jones ha impiegato più di un mese per raggiungere la soglia magica dei 20 mila punti dopo averla sfiorata più volte ma oggi è nuovamente sceso al di sotto di quella cifra. Gli investitori, preoccupati per l’impatto negativo che potrebbero avere sull’azionario americano le politiche di divieto di ingresso in Usa a sette paesi di fede musulmana, stanno vendendo.
Il paniere delle blue chip perde 100 punti, con Boeing e Goldman Sachs che sono i titoli più pesanti in avvio di seduta. L’indice allargato S&P 500 lascia sul campo intanto lo 0,78%, appesantito dai ribassi dei settori di energia e materiali di base. Il paniere dei tecnologici Nasdaq composito fa ancora peggio, con un computo negativo dell’1,1% (segui live blog di mercato).
Breaking news
L’apertura di Wall Street vede il Dow Jones in crescita grazie a un potenziale accordo USA-Iran, mentre SpaceX continua il suo rally post-IPO. La società ha visto un significativo aumento del valore delle sue azioni, avvicinandosi a superare Amazon per capitalizzazione di mercato.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.