Pil Regno Unito +2% nel 2016, ma tempi bui all’orizzonte a causa della sterlina
L’economia del Regno Unito è cresciuta dello 0,5% nei tre mesi conclusisi a dicembre 2016, in sintonia con la performance del trimestre precedente. Il National Institute of Economic and Social Research inglese stima che la sesta economia al mondo e la terza d’Europa abbia registrato una crescita del 2% l’anno scorso dopo il +2,2% del 2015, ma nei prossimi mesi si prospettano tempi più bui.
Nel commentare i dati sul Pil James Warren, Research Fellow del think tank, ha scritto che “le nostre stime dicono che l’economia si è espansa del 2% nel 2016, in linea con il potenziale di crescita dell’economia. La composizione di crescita economica è stata squilibrata l’anno scorso: le spese al consumo solide hanno compensato la debolezza di altri settori. I consumatori dovranno affrontare degli ostacoli quest’anno e il prossimo, in particolare per via dell’aumento dell’inflazione che è una conseguenza della svalutazione della sterlina vista nel 2016″.
Sul valutario la sterlina ha appena toccato i minimi di 31 anni sul dollaro. Il cambio euro dollaro vale invece $1,05. La divisa britannica è scesa anche fino a 1,2039 dollari (al momento cede -1% a 1,2056 dollari). Neil Wilson, senior market analyst di ETX Capital, osserva che l’andamento debole è determinato più che altro dal rafforzamento del biglietto verde in attesa della conferenza stampa di Donald Trump.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play