Banche in rialzo in Europa dopo rinvio norme Basilea. A Milano brilla ancora Banco BPM
L’indice settoriale bancario dell’azionario europeo è in crescita di quasi +1%, dopo la notizia che il meeting dei principali supervisori delle banche e dei banchieri centrali previsto per questo fine settimana, deciso per considerare un nuovo piano di riforme sugli istituti di credito, è stato rimandato. Lo ha comunicato la stessa Commissione di Basilea sulla Supervisione bancaria.
Di fatto, viene per ora rimandata la finalizzazione delle norme Basilea III sul comparto bancario relative alla definizione dell’attivo ponderato per il rischio, che avevano fatto temere su nuove richieste di capitale per le banche, tanto che si era parlato di “Basilea IV”.

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari è in rialzo per la terza sessione consecutiva dall’inizio dell’anno e beneficia proprio degli acquisti sulle banche. Ancora una volta gli acquisti si concentrano sul titolo Banco BPM, che ha fatto il suo debutto in borsa – dopo la fusione tra BP e BPM – nella prima seduta del 2017 della borsa di Milano – con un rally fino a +9% che si è ripetuto ieri: con toni meno entusiastici, ma sempre di tutto rispetto. Oggi il titolo Banco BPM si conferma ancora tra i migliori dell’azionario europeo, salendo del 2,24%. Buy anche su Ubi Banca +2,59%, Bper Banca +1,74%,. Tra gli altri titoli scambiati sul Ftse Mib, risultano tra i peggiori Stm -2,94%, Saipem -1,31%, Atlantia -0,8%.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.