Attesa per Wall Street: dollaro recupera, euro sotto $1,05
Wall Street rimane chiusa anche oggi: bisognerà attendere la giornata di domani, 3 gennaio 2017, per assistere al trend dell’azionario Usa nel suo primo giorno di contrattazioni dell’anno. Nella giornata di oggi chiusi anche i mercati di Londra e Zurigo.
Nel frattempo il Dollar Index – che monitora il trend del dollaro nei confronti delle sei principali valute a livello mondiale – recupera terreno dopo aver perso più dell’1% negli ultimi tre giorni di contrattazioni. Sul mercato valutario si assiste così al dietrofront dell’euro, che nella sessione di venerdì era balzato fino a $1,07 nel corso di un “flash surge”, e che al momento è scambiato sotto la soglia di $1,05.
Esattamente, il rapporto euro-dollaro cede -0,41%, a $1,0474. Il dollaro sale anche sullo yen, +0,36% a JPY 117,38 e sulla sterlina, con il cambio sterlina-dollaro in flessione -0,44% a $1,2286. Euro piatto sullo yen, con una variazione di appena -0,03% a JPY 122,93. La moneta unica cede infine sulla sterlina -0,54% a GBP 0,8388 ed è ingessata sul franco svizzero con -0,03% a CHF 1,0718.
Nel 2016 i tre principali indici azionari Usa – Standard&Poor’s, Dow Jones e Nasdaq – hanno riportato performance positive, con il Dow Jones che è balzato di oltre +13%.

Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.