Dopo fusione debutto rally per titolo Banco BPM, Brembo rientra nel Ftse Mib
Sull’indice Ftse Mib di Piazza Affari, sbarca il titolo Banco BPM, dopo la fusione che è avvenuta nella giornata di ieri tra le due popolari BP (Banco Popolare) e BPM (Banca Popolare di Milano).
Si è svolta proprio ieri la prima riunione del cda di Banco Bpm che, sotto la presidenza di Carlo Fratta Pasini, ha nominato i due Vice Presidenti del Consiglio di Amministrazione, Guido Castellotti e Maurizio Comoli. Nominati anche l’amministratore delegato Giuseppe Castagna, il direttore generale Maurizio Faroni, e i due condirettori generali, Domenico De Angelis e Salvatore Poloni.
Buona la performance del titolo che, nel suo primo giorno di contrattazioni, balza di oltre +4% a 2,386 euro. La fusione tra le due banche consente a Brembo di rientrare nel listino del il Ftse Mib di Piazza Affari.
Da segnalare come il titolo Brembo ha chiuso il 2016 attestandosi sui suoi massimi storici a 58 euro, con un balzo su base annua del 30% circa. Le quotazioni di Brembo guadagnano al momento l’1,5% circa.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.