Scandalo dieselgate: giustizia Usa vuole chiudere a breve intesa con Volkwagen
NEW YORK (WSI) – Il Dipartimento di Giustizia americano spera di raggiungere al piu’ presto un accordo con la Volkswagen. Lo ha scritto il Financial Times, specificando che procuratori federali puntano a un’intesa prima della fine dell’amministrazione Obama. Dal momento della crisi, nel 2015, le azioni di VW continuano a muoversi in basso di oltre il 20 per cento.
Va ricordato, che lo scorso 26 ottobre la Volkswagen e il dipartimento di Giustizia americano hanno dato il via libero definitivo a un maxi patteggiamento per 14,7 miliardi di dollari.
L’accordo prevede anche il riacquisto da parte della casa tedesca di 475.000 auto a partire da novembre. In base all’accordo Volkswagen pagherà 10,03 miliardi di dollari per il riacquisto di auto e per compensare i clienti.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play