Banche italiane, per la prima volta in 10 anni sofferenze in calo
L’operazione di smaltimento della montagna di sofferenze creditizie iscritte nei bilanci delle banche italiane prosegue a rilento, ma dopo un anno caratterizzato da una situazione di incertezza politica che ha rallentato le transazioni. Tuttavia, “per l’effetto congiunto di numerosi fattori, si è registrata per la prima volta dopo 10 anni una riduzione del totale di Non Performing Exposures (NPE) presenti in portafoglio. Lo ha detto Fedele Pascuzzi, partner di PwC nel presentare il rapporto sul mercato italiano delle sofferenze dal titolo “Italian Npl market – Positive vibes“.
Dallo studio emerge che in data 31 giugno il volume complessivo di NPE ha raggiunto quota 331 miliardi, in calo di circa 3% rispetto a fine 2015. Inoltre le sofferenze lorde, corrispondenti a circa il 60% del totale NPE, si sono attestate a 197 miliardi e quelle netti a 84 miliardi, in diminuzione rispettivamente di circa 3 miliardi e 5 miliardi dai livelli di fine 2015.  I cali sono ancora insufficienti a riportare la situazione dei prestiti inesigibili alla normalità , ma in un contesto in cui il sistema bancario italiano continua ad avere problemi legati alla qualità dell’attivo, all’adeguatezza patrimoniale e alla redditività , il governo ha messo in atto diverse riforme per ridimensionare la mole monstre di NPL e ridurre l’esposizione, tra cui la Garanzia sulla Cartolarizzazione delle Sofferenze (GACS) e il sostegno al fondo Atlante.
Tuttavia, il ritardo nell’attuazione di tali riforme, le incertezze relative al Referendum Costituzionale dello scorso 4 dicembre unitamente all’attesa di un potenziale intervento del fondo Atlante, dice lo studio di PwC, “hanno comportato un volume di cessioni inferiore a quello previsto”. Ciononostante il volume complessivo delle transazioni aumenti in maniera significativa se si concluderà il jumbo deal da 27,6 miliardi di sofferenze di Mps, attestandosi nell’intorno di 43 miliardi a fine 2016.
Secondo Pier Paolo Masenza, Partner di PwC: “Per il 2017, ci attendiamo che il volume di transazioni raggiunga quota 50 miliardi, anche in considerazione dell’accelerazione che darà al mercato l’innalzamento atteso dei livelli di copertura medi anche a seguito dell’annuncio già effettuato da Unicredit e l’entrata a regime della GACS che nel 2016 non ha ancora dispiegato tutti i suoi effetti”.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.