Ferrari: titoli sono da comprare anche dopo il record di ieri
Nonostante il record di prezzo raggiunto ieri dai titoli, Ferrari è ancora da comprare. Ne sono convinti gli analisti di Equita SIM. Il rafforzamento del dollaro avrà un ulteriore impatto positivo sui numeri e dagli incontri con la società emergono conferme a sostegno del rating di Buy. Il valore attuale è di 52,1 euro a Piazza Affari e l’obiettivo è fissato a quota 57.
Innanzitutto la guidance 2019 reiterata per gli analisti è “raggiungibile”. Non preoccupano i minori introiti dalla Formula Uno e il venir meno della fornitura dei motori alla Toro Rosso, perché “saranno compensati da maggiori ricavi da sponsorship e contenimento dei costi”.
Quanto alla produzione di Ferrari, “non sono previsti colli di bottiglia; tramite l`aggiunta di un turno lavorativo la produzione può raddoppiare “. In ambito di rischi legati alla Brexit, “allo stato attuale non ci sono segnali di peggioramento del mercato”.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo