Effetto Trump anche in Siria? Aumentano bombardamenti della Russia
La Casa Bianca ospiterà un presidente la cui amicizia e flirt con la Russia ha spinto un ex direttore della CIA a definire Donald Trump un “agente” di Vladimir Putin che lo è a sua insaputa. Alcuni commentatori hanno salutato l’elezione di Trump e il possibile riavvicinamento tra Stati Uniti e Russia come un’occasione per trovare un accordo di pace sulla crisi in Siria, un paese impegnato in una sanguinosa guerra civile da cinque anni. I bombardamenti più pesanti delle ultime settimane si sono abbattuti sulla città di Aleppo, roccaforte dei ribelli in Siria. L’area è da mesi sotto i bombardamenti aerei delle forze filo governative, con la Russia intenta a sedare la minaccia di Jabhat al-Nusra, gruppo affiliato ad al-Qaida.
Le ultime notizie che arrivano dal fronte mediorientale non sono rassicuranti in questo senso. Il Cremlino, alleato del regime di al-Assad al potere a Damasco, ha appena annunciato che aumenterà il numero di bombardamenti aerei sul suolo siriano per colpire i gruppi ribelli. Tra questi ci sono anche formazioni appoggiate o finanziate dagli Stati Uniti come le Forze Democratiche Siriane, un gruppo di militanti curdi e arabi sunniti che in novembre ha lanciato un’offensiva per cacciare l’ISIS da Raqqa, la capitale del califfato islamico.
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UniCredit archivia la prima metà del 2026 con numeri record, confermando la solida traiettoria di crescita del Gruppo. Il primo semestre si è chiuso con un utile netto di 6,1 miliardi di euro, in aumento del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente
Tesla ha registrato un calo dei profitti nonostante un trimestre forte per il suo business automobilistico, a causa dell’aumento delle spese per l’intelligenza artificiale e i robot. La spesa è salita a 5,8 miliardi di dollari nel secondo trimestre, provocando la prima perdita di cassa in due anni. Le azioni Tesla sono scese del 4,2% nel trading after-hours a New York.
Alphabet Inc. ha incrementato le sue previsioni di spesa in conto capitale per il 2023 fino a 205 miliardi di dollari, alimentando le preoccupazioni degli investitori sulla disciplina fiscale nella corsa all’intelligenza artificiale. Il focus è sulla crescita del cloud, ma restano interrogativi sui ritorni degli investimenti.
STM annuncia ricavi netti di 3,49 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2026, con un margine lordo del 34,8%. Il reddito operativo raggiunge i 187 milioni di dollari. Le previsioni per il terzo trimestre indicano un aumento dei ricavi a 3,70 miliardi di dollari e un margine lordo del 37%.