UniCredit: risultati trimestrali a luci e ombre. Titolo però fa meglio del settore
Come tante altre banche prima, anche UniCredit paga il contesto di tassi bassi e redditività scarsa. La banca di Piazza Cordusio ha chiuso il terzo trimestre con utile in contrazione di due cifre percentuali e su livelli inferiori alle previsioni. Il risultato della bottom line è stato del -11,8% più basso rispetto all’analogo periodo 2015, con 447 milioni di euro incassati, 20 milioni sotto le stime. Fanno invece meglio del previsto ricavi e livello patrimoniale.
Il fatturato complessivo è aumentato del 2,3% a 5,5 miliardi (al di sopra dei 5,3 previsti dagli analisti), con interessi netti in calo del 2,6% a 2,85 miliardi (2,86 le previsioni) e commissioni nette in discesa del 2,3% a 1,86 miliardi (1,87). Nei primi nove mesi l’utile è aumentato del 14,7% a 1,77 miliardi, su ricavi per 17,1 miliardi (+1,5%), interessi netti a 8,6 miliardi (-2,7%) e commissioni nette a 5,7 miliardi (-3%). In riduzione del 4,2% a 9,8 miliardi i costi operativi, per un rapporto tra corsi e reddito calato al 57,5%.
Per quanto riguarda il rapporto di solidità patrimoniale, il coefficiente Common Equity Tier 1 è salito al 10,82%. È anche per questo che il titolo UniCredit sale con decisione a Piazza Affari, tuttavia, facendo meglio del resto del mercato. La performance è del 4,75% positiva, con le azioni che scambiano in area 2,336 euro. Il settore bancario europeo (indice di riferimento EuroStoxx) guadagna il 3,37% in questo momento, Piazza Affari l’1,33%.
Breaking news
Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.
Fincantieri, attraverso la controllata norvegese VARD, ha siglato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di una nave da ricerca oceanografica di nuova generazione destinata alle acque profonde
L’Istat ha diffuso le stime preliminari per maggio 2026, evidenziando un’accelerazione dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% su base annua. L’incremento è influenzato principalmente dai prezzi energetici e dei servizi relativi ai trasporti e alla cura della persona.