Made in Italy, le nostre aziende svendute all’estero: operazioni per 17 miliardi
Le aziende italiane sono state comprate dalle concorrenti straniere a un ritmo record negli ultimi tempi. In cinque anni le operazioni di fusione e acquisizione (M&A) che hanno coinvolto aziende del Made in Italy sono cresciute del 30%.
Le più comuni operazioni di acquisto hanno visto una rivale acquistare un’impresa italiana. Il valore di queste operazioni è balzato da 5 a 17 miliardi dal 2011. Se si tiene conto delle dieci compravendite più importanti, solo in tre casi su 10 una delle aziende italiane era presente come acquirente.
Negli altri casi era l’obiettivo dell’operazione di acquisto, come nel caso di Pirelli: nell’operazione più grande di tutte, la cinese China National Chemical ha acquistato il gruppo di pneumatici per 7,1 miliardi di euro.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.