Usa: richieste sussidi disoccupazione in rialzo, ma sempre ai minimi in decenni
Carrellata di dati dal fronte macro Usa. Reso noto il report sulle richieste dei sussidi di disoccupazione, da cui emerge che, nella settimana compresa tra il 4 e il 10 settembre, il numero di persone che hanno fatto richiesta per la prima volta al fine di ottenere i sussidi è stato di 260.000 persone, in rialzo di 1.000 unità rispetto alla settimana precedente, ma ancora vicino ai minimi in decenni. Il dato è stato inoltre migliore delle attese degli analisti, che avevano previsto 265.000 unità .
Le richieste dei sussidi sono scese sotto la soglia di 300.000 unitĂ nel 2015, e sono rimaste da allora sempre sotto tale livello, dunque per ben 80 settimane consecutive, la fase piĂą duratura dal 1970.
La media delle ultime quattro settimane, un indicatore più affidabile in quanto meno soggetto alla volatilità , è salita di 500 unità a 260.750. Il numero totale di lavoratori che continuano a beneficiare dei sussidi è salito, nella settimana terminata lo scorso 3 settembre, di 1.000 unità a 2,14 milioni.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo