AIE taglia stime domanda petrolio per “decelerazione Cina e crescita che svanisce”
Petrolio sotto pressione, dopo la pubblicazione del report dell’AIE, l’agenzia internazionale dell’Energia, da cui emerge che l’eccesso di offerta presente a livello globale durerà più a lungo di quanto anticipato.
Il surplus, ha avvertito l’AIE, durerà almeno fino al 2017, confermando una situazione di eccesso di offerta per il quarto anno consecutivo. A incidere sono l’attuale indebolimento della crescita della domanda e la forza della stessa offerta. La conseguenza è che il surplus durerà almeno fino alla fine del 2017.
D’altronde, sul fronte dei consumi di petrolio, il tasso di crescita si è attestato al minimo in due anni nel corso del terzo trimestre, accusando la flessione della domanda in Cina e in India, a fronte di una produzione record dei paesi appartenenti all’Opec.
L’AIE ha così rivisto al ribasso le previsioni sulla domanda di petrolio a livello globale, relativa al 2017, di 200.000 barili al giorno, a 97,3 milioni al giorno, tagliando l’outlook di quest’anno di 100.000 barili al giorno a 1,3 milioni al giorno, citando “la decelerazione drammatica in Cina e in India” di questo trimestre, unita a “una crescita che svanisce” nei paesi avanzati.
Accelerazione ribassista per i prezzi del petrolio.

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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo