Banca d’Inghilterra, QE è un flop: 52 miliardi di sterline a vuoto
Un mercato del genere non promette bene. Il programma di acquisto di titoli della Banca d’Inghilterra è stato un fallimento per il momento. Già al secondo giorno gli obiettivi delle sue operazioni di acquisto di bond non sono stati raggiunti. Il motivo principale è da ricercare nel fatto che gli investitori non hanno alcuna intenzione di liberarsi dei titoli a lunga scadenza, che sono quelli nell’universo del reddito fisso che offrono rendimenti più alti in un contesto di tassi sempre più bassi.
Dopo che fondi pensione e compagnie di assicurazione, affamati di rendimenti, non hanno risposto all’appello denigrando l’offerta, la Banca centrale britannica ha collocato 52 milioni di sterline di titoli in meno rispetto all’obiettivo di 1,17 miliardi di sterline prefissato. Il flop ha alimentato i dubbi sulla capacità della Banca d’Inghilterra di portare a compimento il suo programma di Quantitative Easing, provocando un calo del tasso sui Gilt (i bond governativi britannici).
“È un po’ una sorpresa l’eccesso di offerta rispetto alla domanda. Siamo solo alla prima settimana dell’operazione. Dio solo sa cosa accadrà la prossima settimana“, è il commento dell’analista di Societe Generale Jason Simpson.
Breaking news
I principali indici di Wall Street iniziano la giornata con cautela a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, alimentate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. L’inflazione negli Stati Uniti segna un aumento significativo, influenzata dall’incremento dei prezzi energetici. Il mercato azionario osserva con attenzione i dati macroeconomici, mentre il Dow Jones e l’S&P 500 mostrano movimenti contrastanti.
Le richieste di sussidio alla disoccupazione negli Stati Uniti hanno superato le previsioni, raggiungendo 215.000 unità nella settimana al 22 maggio. Questo aumento è stato maggiore del previsto, con un incremento di 5.000 unità rispetto alla settimana precedente. Anche la media delle ultime quattro settimane è cresciuta, segnando un possibile segnale di allerta per il mercato del lavoro.
L’economia americana mostra una crescita deludente nel quarto trimestre del 2025, con un PIL rivisto al ribasso. Le spese personali reali, principali motori della crescita, sono in calo rispetto alle stime precedenti. L’indice PCE, importante per monitorare l’inflazione, segna un aumento come previsto dagli analisti.
Le esportazioni di merci dell’Unione Europea hanno subito un significativo calo nel primo trimestre, con riduzioni marcate verso Stati Uniti, Turchia e Cina. Secondo Eurostat, le esportazioni complessive sono diminuite dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le importazioni sono calate del 3,3%.