Brexit: la Scozia vuole un altro referendum
GLASGOW (WSI) – Tremila, quattromila persone sono scese in piazza a Glasgow in Scozia per chiedere un altro referendum sull’indipendenza della Scozia dal Regno Unito dopo la Brexit del 23 giugno scorso.
In Scozia infatti il 62% degli elettori si è dichiarato favorevole a restare nell’Unione europea, mentre nel Regno Unito il 52% ha votato a favore del Leave, decretando così l’uscita del paese dall’Ue.
Così forte di questi numeri, il premier scozzese Nicola Sturgeon aveva dichiarato il secondo referendum per l’indipendenza era prossimo al dibattito. Ma un recente sondaggio rende ancora più confusa la situazione: il 53% degli scozzesi tornerebbe a essere favorevole a restare nel Regno Unito contro il 47% a favore dell’indipendenza. Nel settembre 2014, il 55,3% degli scozzesi aveva respinto l’indipendenza in un primo referendum.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.