Olimpiadi a rischio: Russia ha dopato 312 atleti con aiuto dello Stato
Il dossier dell’Agenzia mondiale antidoping (Wada), presentato ieri, indica senza possibilità di equivoci che la Russia ha dopato i propri atleti con la copertura dello Stato in diversi tornei internazionali a partire dalle Olimpiadi invernali di Vancouver 2010; l’uso di sostanze proibite, infatti, sarebbe andato oltre l’atletica leggera (già fuori dalle Olimpiadi di Rio di quest’anno). Sono in tutto 312 gli atleti coinvolti nel complesso delle diverse competizioni: oltre a Vancouver, risultano truccate anche le partecipazioni a Londra 2012, ai Mondiali di atletica di Mosca 2013 e a quelli di nuoto di Kazan 2015.
Confermate dunque le denunce dell’ ex direttore del laboratorio antidoping russo, Grigory Rodchenkov, rifugiatosi negli Stati Uniti dopo la morte sospetta di due colleghi. Secondo quanto raccontato da Rodchenkov al sistema di sparizione delle provette positivi nessuno del personale di laboratorio poteva sottrarsi. Nel periodo compreso fra 2012 e 2015 le prove del doping sono state eliminate in 643 casi e l’89% dei test positivi sono stati alterati per dare esito negativo.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.