L’impatto del colpo di Stato su Pil e credito della Turchia
“Visto il forte intensificarsi dell’instabilità politica in Turchia e il profilo esterno del paese estremamente fragile e in peggioramento, riteniamo probabile che gli asset turchi restino sotto pressione anche in futuro, mentre la stabilità strutturale sottostante viene rivalutata. Detto questo, la risoluzione piuttosto rapida, in termini di ristabilimento dell’ordine pubblico, e il conseguente rafforzamento di Erdogan nel contesto che ha seguito il golpe fallito potrebbero contribuire a ridurre lo scenario di rischio di coda estremo di una guerra civile”, scrive in una nota Salman Ahmed, Chief Investment Strategist di Lombard Odier Investment Managers.
“In base al nostro approccio orientato ai fondamentali, la Turchia è identificata come paese vulnerabile. Ha infatti fondamentali deboli secondo diverse misure della qualità del credito, il che significa che assegniamo alla Turchia una ponderazione minore rispetto ai benchmark a capitalizzazione di mercato. I rischi di downgrade del rating del credito sono aumentati significativamente alla luce della situazione politica nazionale e, a medio termine, lo stato della sicurezza nel paese inciderà probabilmente sui ricavi provenienti dal turismo. Questo avrà implicazioni per la crescita del PIL turco e per il profilo delle partite correnti, vulnerabile rispetto agli altri mercati emergenti”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.