L’impatto del colpo di Stato su Pil e credito della Turchia
“Visto il forte intensificarsi dell’instabilità politica in Turchia e il profilo esterno del paese estremamente fragile e in peggioramento, riteniamo probabile che gli asset turchi restino sotto pressione anche in futuro, mentre la stabilità strutturale sottostante viene rivalutata. Detto questo, la risoluzione piuttosto rapida, in termini di ristabilimento dell’ordine pubblico, e il conseguente rafforzamento di Erdogan nel contesto che ha seguito il golpe fallito potrebbero contribuire a ridurre lo scenario di rischio di coda estremo di una guerra civile”, scrive in una nota Salman Ahmed, Chief Investment Strategist di Lombard Odier Investment Managers.
“In base al nostro approccio orientato ai fondamentali, la Turchia è identificata come paese vulnerabile. Ha infatti fondamentali deboli secondo diverse misure della qualità del credito, il che significa che assegniamo alla Turchia una ponderazione minore rispetto ai benchmark a capitalizzazione di mercato. I rischi di downgrade del rating del credito sono aumentati significativamente alla luce della situazione politica nazionale e, a medio termine, lo stato della sicurezza nel paese inciderà probabilmente sui ricavi provenienti dal turismo. Questo avrà implicazioni per la crescita del PIL turco e per il profilo delle partite correnti, vulnerabile rispetto agli altri mercati emergenti”.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unitĂ rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play