Borse: chiudere posizioni a maggio potrebbe costare caro in autunno
Gli investitori dovrebbero fare attenzione a non chiudere le posizioni in titoli azionari troppo presto, in maggio. In molti nelle sale operative avranno sentito parlare dell’adagio “sell in May and go away” che si basa sul presupposto che d’estate le Borse tendono storicamente a perdere quota. Una simile strategia quest’anno potrebbe costare caro in autunno, secondo gli osservatori di mercato citati da Marketwatch.
Come dimostra anche l’andamento dei titoli Coca-Cola (uno dei gruppi quotati prediletti da Warren Buffett) speculatori come Buffett e altri hedge fund hanno spesso approfittato di questa tendenza nelle Borse, rimanendo fedeli all’azionario nel periodo estivo, approfittando così della fuoriuscita degli investitori retail.

Analizzando i dati dal 1970 a oggi si nota come il ritorno medio da investimento sull’S&P 500 è stato del 6% in inverno contro il +2% realizzato d’estate. Ma se dai dati vengono epurati il crollo del 2008 e del 1987 e se si guarda alla mediana dei prezzi, si scopre che l’inverno e l’estate hanno offerto ritorni simili (+5% e +4%). I numeri smentiscono la veridicità dell’assunto secondo cui conviene vendere in maggio e non tornare prima dell’autunno.
Breaking news
Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.
La norvegese Vard, parte del Gruppo Fincantieri, costruirà due navi multifunzione per Trinity House, destinate alla manutenzione di boe e fari nel Regno Unito. Il contratto, del valore di oltre 220 milioni di euro, è parte di un programma di rinnovo flotta e garantirà servizi di navigazione sicuri ed efficienti.