Mitsubishi, l’ammissione: manipolati i test sulle emissioni dal 1991
Si allarga lo scandalo che ha colpito il colosso giapponese dell’auto Mitsubishi, così come è accaduto alla casa tedesca Volkswagen. Mitsubishi ha di fatto ammesso di essere ricorsa a un utilizzo improprio dei test sulle emissioni anti-smog sul mercato giapponese fin dal 1991. Il che significa, in poche parole, che i test sono stati manipolati dall’azienda per ben 25 anni.
Nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Tokyo, Mitsubishi Motors ha reso noto di star pianificando la creazione di una commissione speciale, composta da esperti esterni, che dovrà comunicare i risultati dell’indagine dopo tre mesi circa.
La societĂ ha intanto presentato i dati sulle emissioni che risalgono al 1991 al ministero dei Trasporti.
Il titolo Mitsubishi oggi è crollato di un altro -10%.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.