Usa, manifatturiero: dati peggiori dal 2009 generano preoccupazioni
L’attività manifatturiera americana ha vissuto il suo peggior mese da settembre 2009. In aprile l’indice curato da Markit – si tratta della rilevazione preliminare non definitiva – ha riportato un risultato di 50,8 punti, il più basso da sei anni e mezzo. I dati deboli generano preoccupazioni sullo stato di salute a inizio secondo trimestre della maggiore economia al mondo.
L’indice PMI è sceso dai 51,5 del mese precedente ed è risultato inferiore alle aspettative che erano per un risultato di 52 punti. I volumi della produzione sono vicini alla stagnazione. In particolare si registra un rallentamento delle nuove imprese. L’occupazione nel manifatturiero ha visto l’incremento più fiacco da giugno 2013.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.