Istat, ordini industria in crescita: + 0,7% a febbraio
ROMA (WSI) – Crescono gli ordini dell’industria a febbraio 2016 registrando un +0,7% rispetto a gennaio e 3,8% (dato grezzo) rispetto a febbraio 2015. A renderlo noto l’Istat, precisando che l’incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (+19,9%).
L’unica flessione si osserva nella fabbricazione di apparecchiature elettriche (-5,8%). Per quanto riguarda il fatturato, scende dello 0,2% tendenziale, dato corretto per gli effetti di calendario (21 giorni lavorativi contro 20 a febbraio 2015). Per gli indici destagionalizzati del fatturato si segnalano incrementi congiunturali per beni strumentali (+2,5%) e intermedi (+1,2%), registrano una diminuzione per energia (-12,7%) e beni di consumo (-0,7%). L’incremento maggiore riguarda i mezzi di trasporto (+8,8%), mentre il calo più consistente coke e prodotti petroliferi raffinati (-22,7%).
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play