Tempa Rossa: vertici Total condannati, ma reati cadranno in prescrizione
La sentenza di condanna della procura di Potenza 47 anni di carcere complessivi per nove persone, tra cui i più alti ex dirigenti di Total – arrivata con un tempismo quanto mai inopportuno per il governo alle prese con lo scandalo sulle trivelle in Basilicata – chiude una vicenda cominciata nel 2008. Proprio la distanza di tempo dai fatti e quindi dai reati di corruzione e turbativa d’asta riconosciuti dai giudici in primo grado, potrebbe “salvare” – facendo scattare la prescrizione – l’ex AD Lionel Lehva (tre anni e mezzo di reclusione), gli altri ex manager del gruppo petrolifero francese Roberto Pasi e Roberto Francini, un imprenditore e l’ex indaco di Gorgolgione (sette anni).
Come ricorda La Stampa, i reati contestati andranno in prescrizione a partire da giugno di quest’anno e quindi i gradi del processo non potranno essere portati a termine. La vicenda non ha nulla a che vedere con quella che ha portato alle dimissioni del ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, anche se dalle intercettazioni è emerso che l’emendamento del governo alla legge di Stabilità è stato aggiunto non solo per accelerare le trivellazioni in Basilicata ma anche per “accontentare” Total e Shell. Rimane il fatto che le ultime condanne sono la prova della presenza di una rete allargata di corruzione che coinvolge imprese locali, politici, amministratori e colossi stranieri del petrolio.
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