Eurozona: scende produzione industriale. Effetto domino
BRUXELLES (WSI) – Cala la produzione industriale nell’Eurozona a fine 2015 quando ha registrato un -1% rispetto al mese di novembre. A renderlo noto l’Eurostat secondo cui la crescita annua è arrivata in territorio negativo a -1,3% dal +1,4% di novembre.
Una contrazione che si era già sentita nel mese di novembre quando era calata dello 0,5% e che si riflette anche nelle grandi economie europee dalla Germania (-1,3%), Francia (-1,7%), Italia (-0,7%), Spagna (-0,2%) e Gran Bretagna (-1,1%).
In linea generale però il 2015 si è chiuso per l’eurozona con un aumento della produzione industriale dell’1,4% contro l’1,7% dell’intera Unione europea a 28 paesi. Dinamica stabile anche per la stima preliminare del PIL che nel quarto trimestre ha segnato un +0,3% dai 3 mesi precedenti.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo