Conti pubblici, Dijsselbloem: “serve mano ferma”
BRUXELLES (WSI) – “Occorre la mano ferma sui conti pubblici”. Così il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem al termine della riunione dei ministri, in riferimento alla volatilità dei mercati.
Con l’occasione il ministro olandese ha esortato il Portogallo ad assicurare il rispetto delle regole del Patto di Stabilità nel 2016, così come ha ricordato anche il presidente della Bce, Mario Draghi, secondo cui il Patto è “un’ancora di fiducia”.
“Le nuove regole bancarie, comprese quelle sulla risoluzione con il ‘bail-in‘ implicano che nell’unione bancaria deve essere ri-prezzato il rischio ed è ciò che sta accadendo (…) Applicare le regole adesso è cruciale, ci sono le questioni dell’eredità del passato che vanno fronteggiate: voglio essere chiaro l’unione bancaria è un asset per la stabilità, conta la nostra determinazione ad attuare ciò che abbiamo concordato, a rafforzare e approfondire l’unione bancaria”.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play