Bce: in forte calo prestiti alle imprese a breve termine
BRUXELLES (WSI) – Se la crescita annua dei prestiti bancari alle famiglie si dimostra stabile (+1,9%), crollano a dicembre 2015 quelli con scadenza fino a 12 mesi per le aziende.
A renderlo noto la Bce secondo cui i prestiti alle imprese che finanziano il loro capitale circolante registrano una flessione annuale del 4,4%. Crescono invece i prestiti con scadenza superiore a 12 mesi e fino a 5 anni che dal 3,5% passano al 4,9%. Più lieve il rialzo dei prestiti oltre cinque anni il cui tasso annuale di crescita è dello 0,7%. In linea generale secondo l’istituto bancario dell’eurozona, la crescita annua dei prestiti alle imprese torna a “livelli anemici”, da +0,7% di novembre a +0,3%.
Nel mese di dicembre 2015 la massa monetaria M3 dell’Eurozona ha registrato un tasso di crescita annuale del 4,7% in decelerazione rispetto a novembre (+5%), un numero ampiamente inferiore al consensus degli economisti che stimavano una crescita del 5,2%.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo