Analisti su Draghi: “molto probabile” nuovo intervento a marzo
NEW YORK (WSI) – “Con una retorica decisa Draghi ha cercato di influire ancora una volta sui mercati anticipando che a marzo nuove misure espansive di politica monetaria saranno molto probabili”. Così in una nota Marco Vailati, Responsabile Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda, all’indomani della riunione della Bce, in cui ha lasciato invariate le misure di politica monetaria in essere come da attese (tasso sui depositi a -0.30%, tasso di rifinanziamento a +0.05%, acquisto asset per 60 miliardi al mese almeno fino a marzo’17 e reinvestimento di ciò che scade).
Guardando avanti, “i rischi al ribasso renderanno necessarie una revisione dello scenario e una riconsiderazione degli interventi al prossimo meeting del 10 marzo, quando saranno a disposizione le nuove proiezioni macroeconomiche dello Staff della Bce estese al 2018”.
Infatti “l’inflazione a dicembre (0.2%) è già risultata inferiore alle attese a causa del prezzo del petrolio (calato del 40% dal precedente meeting), ma anche per minori incrementi nei prezzi di cibo e servizi (così detto “second round effect” che la Bce monitora attentamente), e dovrebbe rimanere bassa per tutto il 2016 con questi prezzi del petrolio, mentre l’obiettivo della Bce è riportarla prossima al 2% e hanno il potere, la determinazione e gli strumenti per farlo, mentre il cambio non è un obiettivo formale anche se viene osservato nella misura in cui incide sull’inflazione”
Per quanto riguarda la natura di tale intervento, Draghi “è rimasto sul vago ma ha voluto dare un monito ai mercati enfatizzando la determinazione e la forza a disposizione della Bce per raggiungere il suo obiettivo di inflazione”.
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Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
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American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.