Da Goldamn Sachs e JP Morgan fondi per impedire Brexit
NEW YORK (WSI) – Goldman Sachs, Jp Morgan, Morgan Stanley e Bank of America, tutte contro l’ipotesi di uscita dall’Unione europea della Gran Bretagna, Brexit per l’appunto.
Prima Goldman Sachs avrebbe donato oltre mezzo milioni di sterline alla campagna “Britain stronger in Europe” a favore della permanenza in Europa del Regno Unito, poi è stata la volta delle altre a ruota che avrebbero, secondo le indiscrezioni, investito altro denaro.
Il motivo di questa avversione alla Brexit? Lo spauracchio per i contratti esistenti di ogni genere, dai derivati ai crediti default swap fino ai prestiti che potrebbero essere completamente rivoluzionati, senza dimenticare che l’iter di uscita dall’eurozona significherebbe il congelamento di attività e investimenti.
Tra le banche che invece non si impegnano a caldeggiare la permanenza del Regno Unito in Ue è Citigroup, la cui discesa in campo, secondo il Financial Times, è del tutto improbabile.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.