Russia taglia spesa pubblica del 10%: colpa del petrolio
MOSCA (WSI) – Il prezzo del petrolio è arrivato a 30 dollari al barile e per la Russia, speranzosa di riprendersi economicamente, significa confermare il calo della spesa pubblica del 10% rispetto al bilancio previsto per il 2016.
L’esigenza primaria per il Cremlino è ora quella di adattare i conti al prezzo del greggio che è sceso molto in basso e così potrebbe rimanere per ancora molto tempo. Ecco le parole di Anton Siluanov, ministro delle Finanze russe:
“Dobbiamo prendere misure ben ponderate per adattare il nostro bilancio alla nuova realtà (..) I ministeri e gli organismi preposti presenteranno al ministero delle Finanze le loro proposte per ridurre la spesa del 10%”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.