Borse cinesi scambiano senza rete: scongiurate nuove sospensioni
Se Wall Street ha recuperato terreno sul finale ieri lo deve alla decisione della Cina di sospendere il sistema di interruzione automatica delle contrattazioni di Borsa. In precedenza l’allarme scattava nel caso di volatilità eccessiva e nel dettaglio se le perdite superavano il 7% (è successo ben due volte in questa settimana).
In Cina non c’è pace per rialzisti delle Borse nemmeno oggi: i mercati azionari sono tornati a perdere terreno vanificando i guadagni iniziali e nonostante il tasso di cambio yuan dollaro non sia stato toccato dalle autorità , rimanendo pertanto invariato.
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Ieri la societĂ ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto onshore per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita
Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicitĂ ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.