PECHINO (WSI) – Per alimentare una crescita che va sempre più a rilento, la Cina è pronta a tutto, anche sacrificare la stabilità dello yuan. Le autorità giudicano che la divisa sia più forte di quanto dovrebbe essere, stando a quanto sottolineato dagli analisti di Daiwa Capital Markets
La Banca centrale, PBOC, consentirà un indebolimento dello yuan a quota 7,500 per ogni dollaro entro la fine dell’anno prossimo, per un calo del 15% rispetto ai livelli di chiusura di ieri di 6,3665.
“Le autorità hanno capito che devono smettere di intervenire nei mercati valutari per raggiungere l’obiettivo di stabilità dello yuan. Una moneta forte sta infatti impedendo finora alle loro politiche espansive di funzionare correttamente”, dice in un’intervista a Bloomberg Kevin Lai, chief economist della regione Asia escluso il Giappone.
Una debolezza del renmibi, tuttavia, comporta sfide importanti e difficili da superare per la Cina. Per esempio finirà per aumentare il debito pubblico della potenza asiatica e il debito delle società che hanno preso a prestito denaro in valuta estera.
La Cina è a un bivio e nessuna delle due strade possibili da percorrere è priva di ostacoli.
Stabilito link diretto con il franco svizzero
Nel frattempo Pechino sta facendo di tutto perché lo yuan diventi una delle valute di riserva principali al mondo. Lo è già in Asia. Ma per concorrere con il dollaro ci vorrà ancora molto tempo. L’ultima misura in ordine di tempo per raggiugere tale scopo, è stata l’avvio annunciato a inizio settimana delle attività di scambio con il franco svizzero.
Gli analisti sottolineano che la mossa si può interpretare come un tentativo di mettere indirettamente pressione sul Fondo Monetario Internazionale perché lo yuan possa finalmente ricevere l’attenzione che merita e entrare a far parte del paniere di divise che hanno lo status di valute di riserva.