Apple, scende in Borsa dopo notizie su fornitori asiatici
Nuove grane dall’Asia per Apple. Una settimana fa China Daily aveva riferito che il fornitore numero uno in Taiwan di Apple, Pegatron, aveva smesso di assumere personale per via delle vendite fiacche di iPhone.
Oggi Credit Suisse scrive in un report che le forniture dello smartphone fiore all’occhiello della casa di Cupertino “si sono indebolite ultimamente”. L’indebolimento dell’offerta potrebbe pesare sui titoli di Apple nei prossimi trimestri o come minimo nelle prossime settiamne, secondo gli analisti della banca.

Come conseguenza della revisione al ribasso delle stime sulle forniture di iPhone, Credit Suisse ha abbassato le attese sull’utile per azione nel 2016 del 6%, ma continua a credere che con una continua crescita della base di utenti e con l’opzione di un modello più piccolo di iPhone con schermo da 4 pollici, il giudizio su Apple debba rimanere di Outperform.
In poche parole per Credit Suisse il momento no è solo temporaneo. Ma alla lunga Apple rischia di pagare caro l’impoverimento e progressiva scomparsa della classe media. A Wall Street i titoli AAPL sono scivolati in area 117,78 dollari.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unitĂ rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play