La Cina chiede l’ingresso nella Banca Europea di Sviluppo
PECHINO (WSI) – La Cina ha chiesto di entrare nell’EBRD, la Banca europea di ricostruzione e sviluppo, al fine di rafforzare i legami commerciali tra Pechino e la zona euro, estendendo così la sua influenza a livello mondiale.
A confermare la notizia la stessa Banca europea, posseduta da 64 Paesi dall’Unione europea e dalla Bei, la Banca europea per gli investimenti. Hans Peter Lankes, capo economista della EBRD ha affermato: “Qualche giorno fa, la Cina ha presentato una richiesta formale di ammissione e la domanda verrà presa in esame dal board. Attendiamo una decisione da parte degli azionisti a metà dicembre“.
I motivi per cui il governo di Pechino abbia avanzato questa richiesta sarebbe da chiedere alle stesse autorità cinesi, sottolinea Lankes. Sicuramente una delle aree di maggior interesse per la Cina è l’attività che la Banca europea svolge nel vicino Kazakhstan , dove si cerca di investire circa 1 miliardo di euro nei prossimi anni per contribuire a sviluppare una nuova “via della seta ” che dalla Cina occidentale arrivi in Russia .
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.