Aziende: boom di fallimenti nel commercio e turismo
ROMA (WSI) – Ancora boom di fallimenti, soprattutto per le piccole e medie imprese italiane. Nei primi nove mesi dell’anno hanno avviato le procedure fallimentari circa 7 negozi o attività turistiche al giorno, per un totale che supera le 1.860 unità. A rivelarlo l’Osservatorio trimestrale sul Commercio e Turismo condotto per Confesercenti da CRIBIS D&B, società del gruppo CRIF.
Dopo i buoni risultati dello scorso trimestre, da luglio a settembre 2015 è stato registrato il dato trimestrale più alto dal 2009, superiore del 5,6% rispetto ai 502 fallimenti dello stesso periodo dello scorso anno e di oltre il 123% rispetto a quelli registrati nel terzo trimestre 2009. Nei dettagli ben 530 imprese si sono presentate innanzi al giudice fallimentare.
Maglia nera per la Lombardia che registra il numero più alto di fallimenti nel commercio e nel turismo, a cui seguono Lazio e Campania. I risultati però si invertono se si considera l’incidenza del numero totale di attività fallite sullo stock complessivo di imprese di commercio e turismo nelle singole regioni. Così sul podio troviamo ora l’Umbria, dove da inizio anno sono state 43 le attività turistiche e commerciali a fallire, per una media di 2,6 ogni mille imprese attive nel commercio o nel turismo. Medaglia d’argento a pari merito alla Lombardia e al Lazio che registrano 2,1 imprese fallite ogni mille. Bene invece per Molise, Basilicata e Sardegna.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.