LONDRA (WSI) – Come promesso il sindaco di Barcellona ha avviato il processo che porterà il consiglio comunale della città spagnola a stampare una moneta locale che non prevede l’uso di contanti.
Quella catalana è solo l’ultima amministrazione in ordine di tempo a promuovere l’utilizzo di una moneta parallela all’euro, che ha la possibilità di diventare la più grande al mondo nel suo genere.
L’obiettivo principale dichiarato da Ada Colau, secondo i portavoce del consiglio comunale, è quello di aumentare le possibilità economiche per commercianti e aziende municipali.
L’idea di base è che i cittadini e le società del capoluogo catalano possano scambiare euro con la nuova divisa e che lo possano fare a un cambio favorevole di uno a uno. La nuova divisa parallela sarà utilizzata per comprare prodotti e servizi a un prezzo di sconto o con una serie di incentivi.
Ma non finisce qui: la nuova moneta parallela potrà essere usata anche per pagare indennità, tasse e servizi locali, come i trasporti pubblici. Come scrive El País i funzionari statali potrebbero anche ricevere una parte del loro stipendio nella nuova moneta.
Uno schema di questo tipo non è una novità in Europa. In circolazione nel mondo ci sono ben 3000 monete locali e nel Vecchio Continente progetti del genere sono spesso finanziati dal Fondo di sviluppo regionale dell’Ue.
L’obiettivo di facciata è aiutare le piccole e medie imprese europee e offrire nuovi strumenti per salvaguardare l’ambiente e ridurre il gap sociale.
Ma non è da escludere che ci siano motivi anche meno altruistici nell’agenda Ue. Perché altrimenti la quasi totalità delle valute parallele lanciate finora non prevede l’opzione cash?
Come per esempio incoraggiare la gente a usare valute che non prevedono l’uso di contanti. Una divisa senza cash dà uno grossa mano alle banche, dal momento che impedisce una eventuale corsa agli sportelli, escludendo soluzioni alternative alla moneta elettronica.
Inoltre i progetti relativi alle valute locali ha suscitato interesse di organizzazioni come il gruppo Long Finance, che fra i suoi sponsor ha il comune di Londra e che ha di recente salutato con favore la richiesta della Banca d’Inghiletetta fatta al governo di adottare una valuta digitale per aiutare l’economia nazionale.
Quest’anno la Banca d’Inghilterra ha proposto di emettere valute digitali alternative alla sterlina e il Tesoro ha annunciato che avrebbe speso 10 milioni di sterline per cercare di trovare il modo migliore per farlo.
Un’altra ragione ‘nascosta’ per promuovere valute locali di questo tipo è ovviamente quella di rafforzare l’identità regionale, a discapito dell’identità nazionale.
(DaC)