330 milioni di famiglie lottano per pagare le spese della casa. Rinunciando a cibo e sanità

24 Ottobre 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Sono circa 330 milioni le famiglie sparse sul pianeta che per far fronte ai costi per la casa devono rinunciare ad altri bisogni essenziali, come il cibo e l’assistenza sanitaria. Un numero destinato ad aumentare con l’intensificarsi dei flussi migratori verso le metropoli nei Paesi emergenti, diventeranno 440 milioni nel 2025, almeno un miliardo e trecento milioni di persone coinvolte.

E’ quanto mette in evidenza l’ultimo studio condotto da McKinsey da cui emerge su scala mondiale il gap di accessibilità alla casa: in sostanza, quanto salario in più servirebbe a una famiglia media per comprare l’abitazione senza dovere impegnare più del classico 30% del reddito stesso; il gap si aggira intorno ai 650 miliardi di dollari all’anno, all’incirca l’1% del prodotto interno lordo mondiale.

Ma quello del gap di accessibilità alla casa non è un problema che riguarda solo le grandi metropoli dei paesi emergenti.

Anche in Italia la situazione non è rosea. Sono 2,3 milioni le famiglie in difficoltà. E che pertanto avrebbero bisogno di 7,1 miliardi in euro in più ogni anno.

Il gap maggiore si registra nell’area metropolitana di Milano: quattro miliardi di dollari. Seguono Roma, tre miliardi; Firenze, un miliardo; Torino, 500 milioni; Napoli, 300 milioni e Venezia, 200 milioni.