11 Settembre 2001: la storia del volo United 93

11 Settembre 2018, di Alberto Battaglia

“Siete pronti ragazzi? Okay. Diamoci dentro!”. Questa frase, pronunciata l’11 settembre 2001 da Todd Beamer, è divenuta simbolo della rivolta dei passeggeri che ha impedito il compimento dell’attentato del volo United Airlines 93. Questo volo, schiantatosi in Pennsylvania portando con sé le vite di tutte le 44 persone a bordo, sarebbe stato diretto, infatti, verso il palazzo del Congresso americano, oppure la Casa Bianca, entrambi a Washington DC.

Il volo decollò con un ritardo di tre quarti d’ora dall’aeroporto di Newark, New Jersey, alle ore 8 e 42; a bordo c’erano anche 4 soggetti armati di coltelli che avrebbero di lì a poco compiuto il dirottamento. L’operazione avrebbe dovuto svolgersi allo stesso orario degli altri attacchi terroristici previsti per l’11 settembre e aventi per obiettivo le Torri Gemelle e il Pentagono. Il ritardo nel decollo vanificò tale sincronicità. I dirottatori entrarono in azione alle 9 e 28, quando il personale di volo aveva già ricevuto notizia degli attacchi alle Twin Towers di New York. A prendere il comando dell’aereo fu il libanese Ziad Jarrah, pilota 26enne che aveva incontrato il leader di Al Qaeda, Osama Bin Laden, nel gennaio dell’anno precedente.

“Signori e signore, è il capitano che parla. Per favore, restate seduti”: fu questa la prima frase di Jarrah una volta preso il controllo della cabina di pilotaggio, “abbiamo una bomba a bordo, quindi restate seduti”. Il terrorista virò verso est e inserì il pilota automatico. “Stiamo tornando in aeroporto”, aggiunse poco più tardi, “state calmi”.

I passeggeri, allarmati dalla situazione, presero a comunicare con i propri telefoni cellulari informando i propri famigliari sulla situazione, e consegnando alla storia la cronaca diretta di quei drammatici istanti. E’ alle 9 e 57 che la situazione, ormai appresa dai passeggeri, arriva a una svolta. Un’operatrice di terra, che aveva una chiamata aperta con Todd Beamer, captò la volontà dei passeggeri: irrompere nella cabina di pilotaggio per aggredire gli attentatori. In quella circostanza fu udita la frase poi divenuta storica: “Diamoci dentro” (“Let’s roll”).

Sentendo l’irruzione in corso, i dirottatori, dopo aver compiuto dei bruschi cambi di direzione nel tentativo di far cadere a terra i passeggeri, presero la decisione di anticipare lo schianto: “Buttalo giù!”. Erano le 10 e 2 minuti, un minuto più tardi l’aereo precipiterà su un terreno a Stonycreek, in Pennsylvania. Anche se i dirottatori dell’aereo rimasero al comando fino alla fine, il coraggio dei passeggeri scompaginò i loro piani, probabilmente evitando danni e vittime di gran lunga superiori.