“007 inglesi spiavano sistematicamente Germania”

25 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – I servizi segreti Gb spiavano “sistematicamente”, con il programma ‘Tempora’, i dati internet e telefonici che dalla Germania raggiungevano la Gran Bretagna e viceversa. E’ quanto rivelano in un’anticipazione il quotidiano Sueddeutsche Zeitung e la tv Ndr, che hanno potuto esaminare documenti messi a disposizione da Snowden.

Lo spionaggio portato avanti dall’agenzia britannica Government communications headquarters (Gchq), scrivono i media tedeschi, sarebbe avvenuto in gran parte attraverso la sorveglianza dei dati trasmessi attraverso il cavo in fibra ottica Tat-14, che attraversa la Manica unendo i due Paesi con gli Usa. Presumibilmente i servizi britannici sarebbero stati agevolati nell’attività di spionaggio da due compagnie telefoniche, British elecommunications e Vodafone. In una risposta pubblicata da Sz, quest’ultima multinazionale ha sottolineato di aver rispettato le leggi.

MISTERO SU FUGA ‘TALPA’ – Con una serie di informazioni contrastanti e distillate sapientemente, Edward Snowden, la ‘talpa’ del Datagate, è riuscito a far perdere le sue tracce e ad uscire dai radar.

Ma di certo la sua fuga si estende ormai su tre continenti e ha fatto infuriare gli Stati Uniti con Cina e Russia, con la Casa Bianca e il segretario di Stato John Kerry che hanno lanciato pesanti moniti rivolti a Mosca e soprattutto a Pechino.

Nonostante la richiesta di arresto formulata dalle autorità Usa sulla base di accuse di spionaggio e furto di proprietà del Governo, e nonostante il suo passaporto sia stato revocato, Snowden è riuscito ad imbarcarsi ad Hong Kong su un volo Aeroflot per Mosca. Questa è l’ultima cosa certa. Poi, solo nebbia, degna dei tempi bui della guerra fredda.

In un primo momento sembrava che dalla Russia fosse ripartito per Cuba, da dove poter proseguire verso l’Ecuador. Poi il colpo di scena: il suo posto sull’aereo, il 17a, è rimasto vuoto, come hanno ‘certificato’, anche con foto, numerosi giornalisti che avevano prontamente prenotato un posto su quel volo.

Un volo che, fa notare la stampa Usa, normalmente passa per lo spazio aereo degli Stati Uniti, che avrebbero pertanto potuto costringere l’aereo ad atterrare; mentre se il volo fosse stato invece indirizzato su un’altra rotta, di fatto le autorità russe avrebbero partecipato alla fuga di Snowden, considerato che la Aeroflot è al 51 per cento di proprietà dello Stato.

Formalmente, le autorità russe affermano che Snowden non è entrato in territorio russo, poiché è rimasto nella zona transiti dell’aeroporto, dove loro non possono intervenire. Inoltre, secondo quanto ha fatto sapere Julian Assange, il fondatore di Wikileaks che in questa vicenda ha assunto negli ultimi giorni un ruolo fondamentale, Snowden avrebbe ricevuto un documento di transito come rifugiato da parte del governo dell’ Ecuador, Paese a cui ha chiesto asilo politico.

Intanto, l’ira di Washington è per il momento concentrata su Mosca e Pechino. “Sarebbe profondamente inquietante”, ha detto Kerry, se Cina e Russia “avessero avuto adeguati avvisi” sulla vicenda e “nonostante ciò avessero deciso volontariamente di ignorarli”.

Con Hong Kong, ha detto il segretario di Stato, che attualmente si trova in India, c’é un trattato di estradizione. “Se hanno avuto un avviso adeguato”, cosa che Kerry ha affermato di non sapere ancora, e hanno volontariamente permesso che salisse su aereo, “ci sarebbe, senza alcun dubbio, un impatto e delle conseguenze sulle relazioni. Allo stesso modo con la Russia”.

Stesso concetto espresso dal portavoce della Casa Bianca Jay Carney, secondo cui “senza dubbio” ci saranno conseguenze nelle relazioni con la Cina. Allo stesso tempo, in un pressing scoperto, Carney ha esortato Mosca a considerare “tutte le opzioni” che ha per “espellerlo” poiché, ha affermato, presumibilmente Snowden si trova ancora lì.

Secondo due esperti di intelligence occidentali che hanno lavorato per il governo Usa, scrive intanto il New York Times, con ogni probabilità il governo cinese ha avuto modo di estrarre tutti i dati nei quattro pc che Snowdwn ha portato con sé a Hong Kong, ed ha poi perso interesse nella ‘talpa’, decidendo quindi di lavarsene le mani.

La palla a questo punto sembra però comunque essere nel campo del Cremlino. Alcune fonti bene informate citate dall’ agenzia Interfax hanno fatto sapere – ancora prima del monito della Casa Bianca – che Mosca studia la richiesta di estradizione presentata dagli Usa.

Anche il ministro degli Esteri dell’Ecuador, Ricardo Patino, ha detto che il suo Paese ha ricevuto una richiesta di estradizione di Snowden dagli Usa e che la sta esaminando. Così come sta esaminando la sua domanda di asilo politico. Tuttavia, ha aggiunto parlando di “paradosso”, Snowden “é perseguitato da coloro che dovrebbero dare spiegazioni al mondo intero” sulle intercettazioni di dati online. (ANSA)