“Per trentenni lavoro fino a 75 anni per pensioni più basse del 25%”

2 dicembre 2015, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Allarme pensioni sul futuro di chi oggi ha 35 anni. In base a una simulazione dell’Inps, che ha analizzato un campione di circa 5.000 lavoratori che sono nati nel 1980, i 35enni italiani – sempre se le cose andranno bene – percepiranno nella loro intera vita pensionistica un assegno che sarà inferiore -25% rispetto a quello della generazione precedente (che si riferisce ai nati attorno al 1945), anche se lavoreranno fino a 70-75 anni. La denuncia è arrivata dal presidente dell’Inps, Tito Boeri:

“E’ un problema molto serio che riguarda i giovani. Parliamo della generazione 1980, persone che avranno 70 anni nel 2050 (..) Col sistema contributivo i buchi contributivi incidono pesantemente, soprattutto quelli che avvengono nelle fasi precoci della carriera”.

Di conseguenza:

“se l’economia italiana non cresce almeno dell’1% all’anno e non c’è non un processo di maggiore stabilizzazione del lavoro iniziando con prospettive di carriera più lunghe, senza tutte le interruzioni che contraddistinguono spesso con i contratti temporanei o precari, ci potrebbero essere problemi molto seri in futuro”.

Secondo le simulazioni dell’Inps, chi è nato nel 1980 percepirà una pensione nel 2050 pari a 1.593 euro, rispetto all’importo medio di 1.703 euro percepito mediamente oggi da chi è nato nel 1945.

Boeri ha comunque precisato che chi è in pensione in questo momento sta ricevendo la pensione per un periodo molto più lungo rispetto a chi la riceverà in futuro. L’Inps ha calcolato un “importo medio comparabile”, che è pari a 2.106 euro.

Tra i trentenni di oggi, nel 2050 “nell’ipotesi di un tasso di crescita del Pil dell’1%, molti dovranno lavorare anche fino a 75 anni, per andare in pensione, e avranno prestazioni mediamente del 25% più basse. Avremo problemi seri di adeguatezza, che non potrebbero che aumentare nel caso di una crescita economica minore. Questo aprirà anche un problema molto serio di povertà per chi perderà il lavoro prima dei 70 anni”.

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