Usa: indice manifatturiero Ism scivola in contrazione, Wall Street ha paura
Dal fronte macro Usa, in attesa del market mover dei mercati che condizierà soprattutto la decisione della Fed – ovvero del report occupazionale che sarà diffuso domani, venerdì 2 settembre – è stato reso noto, oltre al dato sulla produttività – che ha segnato diversi record negativi e a quello delle richieste iniziali di disoccupazione, anche l’indice Ism manifatturiero.
L’indice è scivolato a sorpresa in fase di contrazione, in quanto sotto la soglia dei 50 punti, linea di demarcazione tra fase di contrazione – valori al di sotto di 50 – e fase di espansione – valori al di sopra. Dai 52,6 di luglio, l’indicatore Ism è calato a 49,4, al di sotto delle attese degli analisti, che avevano previsto un valore a 52 punti.
E’ la prima volta dal mese di febbraio che l’Ism scende sotto la soglia di 50 punti. Dei 18 sottoindici inclusi nel dato, 11 sono scesi: i sottoindici chiave dei nuovi ordinativi, della produzione e dell’occupazione si sono attestati tutti anch’essi sotto la soglia di 50 punti, in fase di contrazione.

Wall Street peggiora: Nasdaq Composite -0,22% a 5.202 punti; Dow Jones -0,38% a 18.331 punti, e S&P -0,42% a 2.161 punti.
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Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.