Moody’s e l’Italia: downgrade parziale

21 ottobre 2018, di Francesco Melillo

Il rating Moody’s passa da BAA2 a BAA3, outlook stabile

Notizia non positiva, ma nemmeno negativa.

Italy’s rating downgraded to Baa3 stable on high debt, low growth“.

Le cause del downgrade sono: la riduzione della forza fiscale e l’interruzione della riduzione del rapporto debito/PIL.

La preoccupazione nasce dal fatto che in caso di frenata dell’economia, con la manovra l’Italia pagherebbe uno scotto importante.

Inoltre sulle riforme strutturali Moody’s legge molta confusione, non essendoci una vera strategia per la crescita economica.

Moody’s apprezza il piano di investimenti ed il temporaneo possibile effetto sul piano fiscale nell’immediato che potrebbe anche mostrare dati positivi, ma il lungo termine condanna l’Italia ad una crescita ancora anemica. Insufficiente per risalire la china e vedere il debito su un path decrescente ed un PIL in salita.

Sull’outlook Moody’s ricorda i punti di forza dell’economia italiana larga e diversificata, avanzi delle partite correnti e risparmio privato in ottima salute, possibile cuscinetto per il Governo.

Downgrade anche per i massimali sui depositi in valuta estera e locale da AA2 ad AA3.

Stabili a Prime-1 quelli per obbligazioni e depositi a breve termine.

Il rating Moody’s potrebbe subire ulteriori riduzioni in caso di difficoltà del mercato.

Il rating Moody’s potrebbe invece essere rivisto al rialzo se si avviasse un programma coerente di riforme strutturali. Si dovrebbe migliorare la PA.

 

Difficile prevedere la reazione dei mercati ma nelle parole di Moody’s non si evince alcuna novità rispetto al passato.

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