George Soros cerca appoggi nel Parlamento Ue tra le fila del Pd

1 novembre 2017, di Alessandra Caparello

Sono 14 i parlamentari italiani che il miliardario 80enne George Soros considera affidabili per i loro progetti di diffusione di immigrati e profughi in tutta Europa.

I nomi sono contenuti in un documento della sua Open Society da cui emerge che ben 13 su 14 sono del Partito Democratico e 1 della lista Tsipras, che è Barbara Spinelli. Gli altri sono Brando Maria Benifei, Sergio Cofferati, Cecilia Kyenge, Alessia Mosca, Andrea Cozzolino, Elena Gentile, Roberto Gualtieri, Isabella De Monte, Luigi Morgano, Pier Antonio Panzeri, Gianni Pittella, Elena Schlein, Daniele Viotti. Tutti a Bruxelles e Strasburgo stanno nel gruppo che ora si chiama “alleanza progressista democratici e socialisti”. Nel documento non compare nessuno dei 17 eletti dei 5 stelle e nessuno sensibilizzabile fra I 13 di Forza Italia.

Il documento redatto dall’Open Society di Soros concerne la struttura dell’intero parlamento europeo in cui si cercano appoggi e disponibilità, 226 parlamentari elencati per incarichi, competenze, interessi, background, appartenenza politica, Paesi di provenienza, ruoli nelle varie commissioni passati presenti e futuri. Una tattica certo non nuova per le lobby ma tale documento certo verrà usato dal l governo ungherese, gran nemico di George Soros, nella sua battaglia contro i progetti della Open Society di riempire di profughi e di immigrati tutti i Paesi europei.

Lo scontro tra il governo ungherese e Soros, nato in Ungheria nel 1930, ruota intorno alla politica di accoglienza indiscriminata.  L’Open Society Foundation di Soros si propone di “far accettare agli europei i migranti e la scomparsa delle frontiere”, come recita il titolo di un progetto. Dallaltra parte il premier ungherese Viktor Orban secondo cui l’Europa potrebbe diventare presto ostaggio di “un impero finanziario e speculativo che promuove l’invasione orchestrata di nuovi immigrati”. da qui il documento dell’Open Society alla ricerca di papabili appoggi in seno all’Europarlamento e per l’Italia tutti – o quasi – del Pd.

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