Finmeccanica, aspettative eccessive per commessa Eurofighter in Kuwait

7 aprile 2016, di Alberto Battaglia

Un ex dirigente di Finmeccanica che ha operato nell’area per molti anni pensa che ci siano state aspettative eccessive sulla firma del contratto Eurofighter che Finmeccanica ha siglato col Kuwait. “Non si dovrebbe legare la sorte di un gruppo che dovrebbe fatturare 13-14 miliardi di euro all’anno a un singolo contratto che per di più verrà implementato nei prossimi 15 o 20 anni”.

Anche se non è stato confermato da Finmeccanica, il contratto Eurofighter potrebbe valere per il gruppo circa 3,5-4 miliardi, spalmati su un arco temporale abbastanza ampio.

Il contratto è sicuramente importante, sia dal punto di vista economico, per Finmeccanica e le aziende del consorzio, più quelle dell’indotto (da MBDA, ELT, Vitrociset alle miriade di piccole aziende coinvolte nel programma), sia dal punto di vista strategico per il consolidamento dell’Eurofighter sul piano internazionale.

Politicamente, il Kuwait ha anche lanciato un messaggio agli Usa, attori incontrastati nel panorama della difesa sino a poco tempo fa, che possono scegliere altri fornitori e che forse non hanno gradito la loro politica estera di disimpegno dall’area Medio Orientale e le aperture all’Iran degli ultimi mesi.

“Considero – ha detto la fonte contattata da Wall Street Italia – che all’interno del consorzio il peso di Alenia (ora Finmeccanica) sia virtualmente aumentato, anche se i rapporti statutari rimarranno gli stessi. Il vantaggio è che il “lead country” avrà un maggiore ritorno economico gestendo il programma, con associati però anche tutti i rischi del capocommessa”.

E qui, restano da capire quali siano i margini reali di guadagno e i rischi connessi a un contratto così grande con un paese arabo (dove sono molto esigenti: “è difficile dire di no a richieste aggiuntive “free of charge”, dove i requisiti possono cambiare anche dopo la firma, eccetera). In aggiunta, e per chi conosce i paesi del Medio Oriente è una cosa molto importante, sarebbe saggio non festeggiare fino a quando il down payment previsto dal contratto non sarà depositato nella banca di Finmeccanica AleniaAermacchi. Il margine si porta a casa in fase d’esecuzione, non di firma!”

“Poi sarebbe interessante conoscere quali, dopo la firma del contratto di Selex ES a giugno 2015 in Qatar per i LLR (la cui campagna è iniziata nel 2010) e questo del Kuwait, siano gli altri grandi futuri (possibili) contratti internazionali nel portafoglio ordini di Finmeccanica”.

“E a tal proposito è importante enfatizzare i lunghi periodi di gestazione dei contratti nel settore della difesa. Il programma in Kuwait è iniziato molti anni fa, intorno al 2011, dopo che Alenia Aermacchi aveva portato a termine con successo le prove col M346 col supporto dell’AMI, che poi sono servite a dare inizio al rafforzamento delle relazioni istituzionali e industriali tra i due paesi, che hanno successivamente portato a sostituire il Regno Unito nella lead per EFA nel corso del programma Kuwaitiano per il nuovo caccia”.

Da allora il supporto governativo italiano è stato fondamentale per perorare la causa. Sin dal 2011, ci sono state numerose visite ufficiali per spingere il programma da parte degli ultimi presidenti del Consiglio, ministri della Difesa, DNA, CSM, rappresentanti AMI, di Segredifesa e del MAE con il supporto dell’Ambasciata italiana a Kuwait.

Al riguardo, è interessante leggere l’intervista rilasciata dall’ambasciatore italiano in Kuwait, Giuseppe Scognamiglio, in merito al ruolo del governo nelle trattative col Kuwait per il programma Eurofighter.
Concludo osservando che, la nuova Finmeccanica ha “monetizzato” gli investimenti fatti negli anni scorsi, dopo che sono maturati i tempi necessari.

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