Emergenza conti, senza nuovo governo stangata consumi

13 marzo 2018, di Mariangela Tessa

Mentre tra Quirinale e segreterie dei partiti, l’Italia cerca affannosamente l’architettura del prossimo governo, il nuovo esecutivo sarà sarà subito chiamato a trovare oltre 30 miliardi di euro per neutralizzare le scadenze fissate dai governi precedenti, ovvero l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti (12,47 miliardi per il 2019 e 19,16 miliardi nel 2020 per un totale di 31,6 miliardi nel biennio 2019/2020).

Nella legge Finanziaria del 2018 andranno dunque trovate le coperture necessarie, altrimenti – a partire dal 1 gennaio 2019 – l’aliquota intermedia dell’Iva salirà dal 10 al 12% mentre quella ordinaria passerà dal 22 al 24,2%. Nuova raffica di aumenti ad inizio 2020 con l’aliquota intermedia al 13% e quella ordinaria al 24,9%. A cui si aggiungerà l’ennesimo rincaro delle accise sui carburanti. Una vera e propria stangata sui consumi degli italiani che potrebbe mandare ko la fragile ripresa economica in corso.

Ieri a questo proposito l’associazioni dei commercianti, dei produttori e dei consumatori hanno lanciato l’allarme aumenti. Confesercenti ha condotto una simulazione dalla quale emerge che lo scatto dell’imposta farà perdere 23 miliardi di euro in tre anni, circa 885 euro a famiglia. Il Codacons calcola fino a mille euro all’anno per ogni nucleo famigliare.

Coldiretti sottolinea come gli aumenti colpirebbero i generi alimentari, come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero “con effetti drammatici sui redditi delle famiglie più bisognose”.

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