Elezioni: mercati tifano governo di larghe intese, senza M5S

19 gennaio 2018, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) –  L’arrivo del Movimento 5 stelle a Palazzo Chigi o di un’inedita maggioranza anti-establishment con la Lega è il peggior scenario per i partner europei e per i mercati finanziari.  Così gli analisti di Credit Suisse e di Citigroup i due report in cui analizzano il panorama politico italiano all’indomani delle elezioni.

Secondo gli analisti in Italia dopo il 4 marzo verrà a crearsi un parlamento sospeso, cioè senza che nessuna coalizione riesca ad ottenere la maggioranza. E dunque alla fine un governo a larghe intese da Forza Italia al Pd oppure vincerà il centrodestra. Anche se oggi il Pd esclude qualsiasi alleanza con Berlusconi.

“Le elezioni generali del 4 marzo in Italia sono viste da alcuni investitori come il rischio più rilevante in Europa quest’anno, dato il supporto relativamente alto ai partiti anti-establishment e anche alla luce del debito pubblico costantemente elevato”.

Secondo gli analisti è altamente improbabile che il Movimento cinque stelle e forze anti-establishment possono davvero imporsi  e quindi non ci sarà nessuna Italexit. Secondo Credit Suisse il partito di Grillo ha meno del 5% di probabilità di arrivare a Palazzo Chigi.

“È improbabile che i partiti anti-sistema dominino la scena politica post-elezioni, e c’è una probabilità molto piccola di Italexit o di inadempimento del debito, anche se i pentastellati riuscissero effettivamente di formare un governo. I senatori sono votati solo da cittadini con più di 25 anni: un handicap per il M5s. È quindi probabile che i seggi vinti dal M5s saranno inferiori all’effettivo sostegno che riceveranno dalla popolazione: se prendiamo gli ultimi sondaggi, per esempio, il M5s potrebbe avvicinarsi al 25% dei seggi pur essendo vicino al 30% dei voti”.

Chi uscirà vincente dalle urne allora? Nessuno dicono gli analisti.

“L’unica coalizione che potrebbe aspirare a una maggioranza assoluta è la centrodestra. Ipotesi che viene quotata al 25%. È dato al 50%, invece, un parlamento appeso, e la formazione di una grande coalizione trasversale con il Pd, Forza Italia e gli altri partiti di centro. In questo senso un governo del Presidente, potenzialmente sempre guidato da Paolo Gentiloni, sarebbe per Credit Suisse unopzione sufficientemente rassicurante per i mercati.  L’Italia non sarebbe l’unico paese a vivere un periodo prolungato di incertezza politica: i Paesi Bassi, Spagna, Belgio e ora la Germania stanno avuto bisogno o hanno ancora bisogno di tempo di tempo per formare un governo, con poche conseguenze sul stabilità economica dei rispettivi paesi”.

In ogni caso, comunque, gli analisti non sono preoccupati. Anche se anche in Italia si affermassero i partiti come il M5s e i tassi di interesse sul debito pubblico aumentassero, gli investitori internazionali non ne risentirebbero e questo perché, dicono da Credit Suisse, solo il 25% dei titoli di Stato in circolazione è in mano loro, mentre tre quarti del totale sono nei portafogli delle famiglie italiane.

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