Air France a rischio chiusura: si dimette AD. Titolo a picco

7 maggio 2018, di Mariangela Tessa

Air France sempre più nella bufera dopo l’amministratore delegato di Air France-Klm, Jean-Marc Janaillac, ha annunciato le sue dimissioni in seguito al referendum tra i lavoratori di Air France sul nuovo contratto che ha visto la vittoria di chi non è favorevole.

Al referendum ha votato l’80,33% dei 46.771 dipendenti di Air France e il 55,44% ha espresso voto contrario al progetto del nuovo contratto. Janaillac, che aveva proposto di mettere al voto il contratto, ha indicato in una nota che si assume le conseguenze dell’esito e che rimetterà le sue dimissioni al cda di Air France e a quello di Air France-Klm.

‘Spero che la mia uscita permetterà di creare una presa di coscienza collettiva e di avviare le condizioni per un recupero’, ha scritto il manager in una nota.

La notizia arriva dopo che ieri il ministro delle finanze Bruno Le Maire ha evocato la possibilità che la compagnia chiuda i battenti, escludendo categoricamente che, al contrario di quanto per esempio avvenuto con alcune società italiane, lo Stato corra in soccorso dell’aviolinea con una ricapitalizzazione.

Al quattordicesimo giorno di sciopero programmato del personale della compagnia di bandiera, il responsabile del dicastero economico in un’intervista a Bfm Tv ha escluso in maniera categorica che la Francia ricapitalizzi l’aviolinea.

“Se non si faranno gli sforzi necessari per migliorare la competitività della compagnia e portarla ai livelli dei suoi principali concorrenti, Lufthansa ed altre grandi compagnie, scomparirà.  E io non voglio che scompaia”, ha detto il ministro transalpino.

Le Maire afferma determinato:

“Non pagheremo i debiti. Una ricapitalizzazione richiede i soldi dei francesi e io non prendo i soldi dei francesi per metterli in una compagnia che non è al necessario livello competitivo”.

E proprio sulla presenza dello Stato nell’aviolinea, interviene l’economista liberista Nicolas Bouzou, che su Le Figaro propone che lo Stato francese

ceda il 14% che ancora possiede nel Gruppo Air France-Klm: finanziariamente non sarà glorioso per i poteri pubblici perché il prezzo di queste azioni è basso, ma il contribuente francese deve uscire da questa galera che dura da quasi un secolo”.

Tra l’altro proprio oggi Le Maire ha annunciato che lo Stato francese venderà le proprie partecipazioni in Aeroporti di Parigi e nelle lotterie di Francaise des Jeux.

In questo quadro di incertezza, in attesa che il 15 maggio il cda torni a riunirsi per indicare una soluzione di governance transitoria, non si ferma la protesta dei lavoratori che da fine febbraio stanno scioperando a intermittenza per rivendicare le loro richieste salariali (una protesta costata già oltre 300 milioni di euro): oggi è in programma il 14esimo giorno di stop (un altro anche martedì), ma la compagnia prevede di assicurare l’85% dei voli programmati.

E a prosito delle richieste dei sindacati, in materia di salari, il ministro dell’Economia le ha bollate come “ingiustificate”. Per Le Maire è necessario che i lavoratori mostrino “responsabilità” e che la dirigenza rinnovi il dialogo con i sindacati. In particolare non si comprendono le richieste avanzate dai piloti, che chiedono aumenti del 6% ‘in modo ingiustificato’.

Pesanti le ripercussioni in Borsa. Il titolo Air France KLM perde questa mattina sul listino parigino il 12.8% a 7.06 euro, aii minimi di aprile 2017 (-50% da inizio anno).

 

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