Zero tasse per chi investe nelle Pmi, pacchetto pronto

30 Maggio 2016, di Alberto Battaglia

La proposta a favore degli investimenti privati sulle Pmi, annunciata una decina di giorni fa dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, è pronta ad essere discussa nel Consiglio dei ministri di domani. L’idea di “convogliare il risparmio privato verso le piccole e medie imprese , che hanno bisogno di aumentare la loro dotazione di capitale per fare ricerca e investimenti” dovrebbe comprendere l’esenzione totale dell’imposta sui guadagni in conto capitale per i sottoscrittori delle obbligazioni emesse dalle imprese con fatturato non superiore ai 300 milioni. I risparmio delle famiglie italiane è una delle principali ricchezze del Paese: attraverso la leva fiscale, Palazzo Chigi intende favorirne l’afflusso verso quelle imprese che necessitano di risorse per compiere il salto dimensionale e l’internazionalizzazione che manca a tanta parte del tessuto produttivo italiano. “Dalle nostre analisi si potrebbe arrivare ad attivare risorse private fino a 10 miliardi l’anno», aveva anticipato il ministro Padoan.
Il complesso di misure che dovrebbe essere incluso nel prossimo “decreto competitività” comprenderà anche altri incentivi finalizzati ad attirare risorse per gli investimenti: uno dovrebbe essere la concessione del visto per cittadini extracomunitari che investono per almeno due anni in titoli di Stato o entrano in società o iniziative filantropiche; un’altro sarà l’estensione del credito d’imposta anche verso le multinazionali che investano in ricerca attraverso le proprie divisioni italiane. Altre proposte andrebbero a favorire i fondi d’investimento alternativi e le società d’investimento immobiliare quotate che investano nel “mattone pubblico” e delle assicurazioni.
Attesa con ragionevole certezza, inoltre, la stretta sui voucher promessa dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti: il decreto dovrebbe introdurre l’obbligo di tracciamento puntuale per ogni prestazione lavorativa retribuita tramite buoni lavoro, corredato di nominativo, codice fiscale (come si calcola), luogo e data. Chi viola le regole, secondo le anticipazioni, potrebbe pagare fino a 2400 euro di multa.