#WSICall Ricciardi (La Française): “Coronavirus, danni economici non irreparabili. Anche se…”

13 Marzo 2020, di Alessandro Chiatto

Protagonista della nostra #WSICall è Riccardo Ricciardi, board member di La Française International. Con lui abbiamo parlato di mercati a 360°, dalle parole di Chrstine Lagarde al Coronavirus, cercando di fare luce su ciò che sta accadendo in questa fase.

Che idea si è fatto quando ha sentito parlare Christine Lagarde? 

Passerà alla storia come un clamoroso autogol. Nella forma la conferenza è stata negativa, un disastro. Ai miei occhi è stata irritante. A livello di forma non ci siamo. A livello di sostanza probabilmente andiamo molto meglio, anche se in un momento di tempesta perfetta, con mercati così fragili e troppo speranzosi di provvedimenti straordinari, usare quei termini non è stato un capolavoro di diplomazia. Non si può negare, però, che abbia ragione. Ad uno shock di offerta, il credito che a oggi è a costi molti bassi non è la risposta. La risposta ora deve essere fiscale e richiede qualche giorno per mettere d’accordo tutti i Paesi. Stiamo parlando di qualcosa che non avviene immediatamente.

Sul fronte Coronavirus, premesso che la salute viene sempre al primo posto, si sta facendo strada piano piano la voce che i danni grossi li patiremo a livello economico nel medio periodo. Lei cosa ne pensa? 

Se i tempi di decorso saranno come quelli in Cina, ma anche a Codogno, realtà dove misure draconiane sono poste in essere, la realtà del problema si è risolta in qualche settimana. Se così fosse per il resto del Paese, i danni economici sarebbero significativi ma non irreparabili. Una interruzione di settimane non dovrebbe rendere un recupero più complicato. Mi preoccupa di più la diffusione negli altri Paesi europei.  Se dobbiamo cominciare un altro excursus di settimane in Germania, in Francia, in Spagna in sequenza…beh ci si deve preoccupare. Ci vuole un piano fiscale a livello di Unione Europea massiccio. Non si parla di decine di miliardi, ma di centinaia di miliardi a sostegno di un collasso del 7-8%, se la situazione perdura,