#WSICall “L’Europa non competa con USA e Cina. L’UE ha due problemi”. Il punto con Tikehau IM

18 Giugno 2020, di Alessandro Chiatto

Quale sarà il futuro dell’Europa post-Covid19? Ne abbiamo parlato in questa #WSICall insieme a Thomas Friedberger, CEO e Co-CIO di Tikehau IM: “L’Europa non aveva scelta, perché la crescita era già debole prima della crisi e i vari pacchetti governativi rappresentano circa il 20% del Pil. Quello più importante, probabilmente, è quello della Commissione Ue, che rappresenta il primo passo verso l’unione fiscale. A differenza degli Stati Uniti, che ha scelto di promuovere la ripresa economica in modo che le aziende possano assumere i lavoratori in esubero, l’Europa ha scelto di salvare posti di lavoro, e siccome ci sarà più debito, con molte aziende che dovranno spendere gran parte del loro cash flow per ripianare il debito, il rischio è quello di creare una zona economica con crescita molto debole. Per questo motivo, l’Europa deve prendere una forte direzione nel sostenere i settori di crescita rispetto ai quali l’Europa ha un vantaggio competitivo“.

Guerra commerciale: Europa solo spettatrice?

“La globalizzazione ha probabilmente raggiunto un punto di svolta. Queste tensioni saranno ancora più forti nei prossimi anni, perché la Cina sta cercando di fare ciò che hanno fatto gli Usa dopo la Seconda Guerra Mondiale, ovvero imporre la propria valuta ai partner commerciali. Questo gli Stati Uniti non possono permetterlo, soprattutto perché hanno bisogno di emettere tanti US Treasuries per finanziare il proprio deficit, quindi le tensioni sono inevitabili. Probabilmente l’Europa è l’area più esposta alla globalizzazione: Cina e Usa hanno un grande mercato interno su cui le imprese locali possono svilupparsi, rafforzando il proprio vantaggio competitivo, mentre in Europa non c’è. L’Europa non dovrebbe, però, necessariamente competere con queste due potenze, perché è una terra di investimenti eccezionali, ha una valuta di riserva, l’Euro, un sistema educativo molto buono e una tradizione imprenditoriale molto forte. E’ l’unica grande alternativa in una allocazione patrimoniale globale”. 

Unione Europea: quali sono i problemi?

“Ne vedo due: la prima è creare crescita economica. Il prossimo decennio sarà caratterizzato dalla dimensione del debito, che sarà enorme. Ci saranno pochi settori in crescita e la stessa crescita economica sarà molto debole. L’Europa deve dirigere i suoi investimenti verso quei settori che possono ben performare, come quello sanitario, dell’educazione, dell’innovazione tecnologica. Seconda difficoltà è salvare l’UE: senza Unione, l’Europa sarà debole. Italia con la Lira, o la Francia con il Franco, non potranno negoziare vantaggiosamente con Usa e Cina. La stessa Germania avrebbe solo da perdere da questa situazione. L’iniziativa proposta dalla Commissione UE è cruciale, perché propone di aggregare il debito”.